venerdì 18 ottobre 2013

Benvenuti alla quinta di Cassarate!

Buongiorno ai nasi della quinta elementare di Cassarate!

Oggi saranno proprio loro a raggiungere il laboratorio delle scuole elementari Lambertenghi a Lugano, dove si cimenteranno nell'antica arte dei maestri profumieri. E scopriranno anche qualcosa che forse, ai loro tempi, era ancora difficile da capire. Prima di entrare nel laboratorio i nostri "nasi" hanno già esplorato un poco il mondo che li circonda. Vicino all'Università qualcuno ha sentito l'odore di brodo e Joseph ricorda che il primo odore che ha respirato questo mattino è quello della sua mamma. Samuel, invece, dice di aver sentito un odore insolito: quello del Ginko biloba.
 



Sono nasi raffinati, chissà se riusciremo a sorprenderli con le proposte olfattive che, sin da subito, proveranno a svegliare ancora una volta le loro narici.




Incominciamo con il passarci di mano in mano cinque boccette - o beute - in cui sono racchiuse altrettante fragranze per ambienti. Alcune sono pungenti, come i mandarini che sbucciamo a Natale, altre ancora sono avvolgenti: uno dei nostri amici dice che "Sabbia e Mare", la fragranza che ha appena annusato, "sicuramente piacerà alle ragazze". C'è chi dice che se lo mangerebbe, mentre ... per qualcuno una delle essenze miscelate nella beuta le ricorda lo sciroppo. C'è grande indecisione, ma alla fine le prescelte sono "Sabbia e Mare" e "Fiori di Primavera": c'è qualcosa di morbido in questi odori che ci ha conquistati.
Mettiamoci all'opera: nel laboratorio abbiamo tempo per preparare le fragranze che abbiamo scelto. Ora c'è cosi' tanto profumo nell'aria che i nostri profumieri vorrebbero  "togliersi il camice per rimanere tutto profumato!".
Seguiamo le ricette con attenzione. 1, 2, 3, 4, 5, 6... 20. Sussurriamo il numero delle gocce da mettere, ognuno per conto suo, per non disturbarci in questo momento di paziente concentrazione. Siamo tutti chini sulla beuta e con una pipetta lasciamo zampillare a poco a poco le gocce richieste: nè in piu' nè in meno.


C'è silenzio, in laboratorio, rotto solo dalle nostre filastrocche di numeri bisbigliati.
Alla fine immergiamo una calamita nella beuta: solo in questo modo riusciremo a miscelare al meglio le gocce oleose di essenza che nuotano in superfice. Appoggiamo la beuta su un magnete, ruotiamo una manopolina e... "la calamita sembra impazzita!", urla Sofia. Dopo qualche minuto, pero' possiamo interrompere il suo girare vorticoso e unire le nostre parti in un buffo contenitore giallo, decorato con alcuni sassolini neri. Lo chiudiamo con un tappo e solo una volta in classe libereremo il profumo che, ora, abbiamo sigillato là dentro.



Abbiamo tempo, per riprovare quello che in passato - e certe volte ancora oggi - era necessario fare per preparare un profumo. C'è della lavanda, infatti, sui nostri tavoli. 



"Ce ne sono tante di lavande a Parco Ciani", dice .... Luisa ci suggerisce di sbriciolarla nel mortaio e schiacciarla con il pestello. E' un lavoro faticoso e vogliamo farlo bene: impieghiamo cosi' 10 minuti per polverizzarla. 




E non è finita. Dovremo attendere il lavoro del distillatore, un buffo oggetto di vetro che ci affiancherà nella preparazione, perchè dalla lavanda si possa raccoglierne il profumo e metterlo in acqua.
Solo cosi' riusciremo a conservare in una provetta il nostro lavoro di oggi!
 
Questi profumi ci inseguono, vagabondano per le stanze, usciamo dal laboratorio e sembrano volerci rincorrere! Eppure, tra una scia e l'altra, non abbiamo capito ancora una cosa: da dove provengono gli odori?



















Passiamo in un'altra sala, apparecchiata con fiori colorati, frutta, ortaggi, erbe aromatiche.
Anche qui, ovviamente, i profumi si incontrano e si scontrano.


"Che confusione di odori!", ma forse, gli occhiuti strumenti che se ne stanno immobili sui tavolini, potranno aiutare i nostri occhi a risalire, vedere e conoscere le origini del profumo.
Basta una foglia di salvia sotto le lenti del microscopio per vedere che è costellata da minuscole goccioline d'acqua. 
E' proprio li' che si trova il suo profumo. E scopriamo non solo questo: tra goccia e goccia ci sono ovuli gialli. Ma, a guardarli bene, non sono immobili: alcuni si muovono! Scopriamo che la foglia di salvia è un ostello per minuscoli insetti: gli afidi.




Alcuni di noi prendono una pinzetta e tentano di aguzzare la vista: forse anche senza microscopio possiamo vederli a occhio nudo. Ne "pinziamo" uno e lo appoggiamo sotto la lente. I nostri occhi hanno visto bene perchè riconosciamo che la nostra preda è lo stesso insetto scoperto poco prima.


E non è il solo abitante della foglia: Joseph ha trovato un vermetto e ci racconta che l'ha fatto traslocare sul tavolo al punto da metterlo ben in vista. 


Gianluca, invece, ha catturato un afide e ha voluto guardarlo meglio. Chiede a Riccardo se potesse osservarlo attraverso un obiettivo capace di proiettare l'immagine su uno schermo enorme. Nell'appoggiarlo sul dito di Riccardo, pero', l'afide si è ribaltato a pancia all'aria, permettendoci di vedere la cannuccia-proboscide che gli serve per succhiare la linfa della foglia di salvia, e che si trova appunto sul ventre dell'insetto.
A proposito di pance, c'è chi pensa, come Sofia, a dove vadano a finire gli afidi quando facciamo rosolare un po' di burro con la salvia. Cosi'  ha provato a lavare la foglia con dell'acqua, 




ma il microscopio continuava a confermare la presenza degli insettini anche sulla foglia lavata. E nemmeno l'uso del sapone sembrava avere successo. Eppure la salvia è cosi' buona, anche con gli afidi! Anche se a qualcuno il dubbio è venuto, se mangiare ancora la salvia!


 Le scoperte al microscopio non smettono di stupirci: 











secondo la maestra Paola il cavolo rosso sembra sangue. 



Secondo Giorgia, invece, i piccoli fiorellini con i petali ancora chiusi al centro della calendula sembrano ceci, quasi grandi come loro.














Visto da vicino il mondo appare diverso: 



riusciamo a rintracciare l'origine dei profumi, le sottili trame in cui si annidano e da cui spiccano il volo; scopriamo che ci sono delle sentinelle a vegliare sui "nidi dei profumi". E scopriamo che questi "nidi" racchiudono un estra
tto oleoso zeppo di essenze. 


 

E che i profumi sono diversissimi. Di alcuni non saremmo riusciti neppure a immaginare la loro bellezza.
"Wow, la biologia e la chimica sono bellissime, la storia e la matematica no" dicono i nostri amici guardando subito dopo la maestra Paola che con un gran sorriso complice passa di microscopio in microscopio a osservare con i bimbi le meraviglie del microcosmo nascosto in una foglia.
Come dice uno dei nostri amici "questa giornata non me la dimentichero' mai" e anche per noi è lo stesso. E allora grazie a tutti voi, bambini, per esservi lasciati stupire, con noi, della bellezza di questo piccolo e impalpabile mondo.























































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