giovedì 2 agosto 2018

Bellezza, lettere e diversità


Oggi niente laboratori, il caldo ci ha spinto a salire  in alto, fino oltre i 2000 metri di altezza. Alle 8.00 ci siamo trovati tutti seduti sui furgoni: destinazione il lago di Cadagno e poi anche più su, verso il lago di Tom. Al Cadagno ad aspettarci c’era Tamara, una nostra amica che ha passato la giornata con noi, e Samuele del Centro di biologia alpina. Siamo quindi saliti sulla zattera e andati in mezzo al lago. Le marmotte fischiavano, le cascate alimentate dagli ultimi nevai creavano un rumore piacevole, i prati con il caldo di queste giornate  si sono riempiti di fiori e farfalle, mentre le trote nuotavano fino a riva. È un luogo bellissimo. Il lago è così particolare che vengono un po’ da tutto il mondo a studiarlo. In mezzo al lago abbiamo raccolto campioni di acqua a diverse profondità e poi anche del plancton.  Il lago è così trasparente che la luce penetra fino a 13 metri di profondità. Samuele ci ha raccontato la storia di quel lago, con batteri, sostanze chimiche, rocce particolari. I bambini guardano, annusano e hanno vissuto quel posto.

A colpire più di tutto è la bellezza.






























Si può imparare tanto dalla scienza, ma poi c’è anche quell'altro sapere che rende intelligenti e saggi anche chi non è andato a scuola. Anzi, c’è chi dice che la cultura è quella cosa che resta in noi quando abbiamo dimenticato tutto quello che abbiamo imparato sui libri. La cultura è l’espressione di quei tanti gesti che determinano la tua persona, con i suoi valori, le sue scelte. Ce l’hanno ricordato due monitori dai nomi biblici: Mosé e Geremia. Mosé partirà fra poche settimane per l’America centrale, per imparare da una realtà diversa dalla nostra, andrà a lavorare in una scuola che sarà diversa dalle nostre scuole. Geremia è tornato da un’esperienza di vita a Calcutta, nelle case di Madre Teresa. Ai bambini ha raccontato che vedere tutta quella povertà ci cambia, ci interroga, fa nascere tante domande alle quali non abbiamo risposta, ma poi e soprattutto, ci fa essere grati e riconoscenti per quello che abbiamo. Lo sguardo cambia. La gratitudine cresce.

Anche questa è bellezza.

il tramonto dalla colonia, sopra il pizzo Rotondo 

Questi racconti ci hanno fatto riflettere e abbiamo quindi proposto un piccolo esperimento ai bambini: provate a scrivere una lettera a voi stessi. Noi la sigilleremo e poi ve la invieremo per posta fra 5 anni. La lettera non sarà letta da nessuno, resterà un affare privato con ognuno di voi. Scrivete quello che volete: come vi immaginate fra 5 anni, oppure se c’è qualcosa di importante che avete scoperto dalla vita e che volete ricordarvelo fra 5 anni.  Un gioco che è divenuto subito qualcosa di serio, quasi un impegno o una scommessa con la vita, che ha coinvolto anche gli animatori.
I bambini hanno scritto le lettere. Nessuno sa che cosa hanno scritto, le abbiamo sigillate e fra 5 anni le spediremo.

Anche il desiderio, la speranza, i sogni, sono bellezza.












In serata abbiamo fatto un giocone, un quiz con tante domande sulla nostra settimana di vacanza. è sempre bella la dimensione del gioco, perché non si sta mai solo giocando.











I bimbi stanno bene. Non hanno imparato tanta scienza, ma hanno imparato che uno scienziato se lavora da solo, o perde il suo lato umano, la sua cultura, lavora inutilmente. Fra di noi ci sono tante diversità, alcune sono legate ai paesi di origine, al colore della pelle, alle lingue o alle religioni. Poi ci sono quelle diversità che toccano anche la fragilità umana. Due persone presenti in colonia - ma fragili lo siamo un po’ tutti -  vivono quello che la società definisce una disabilità. È stato bello vedere nascere le domande dei bambini (ma lui cos’ha), e trasformare il giusto timore iniziale in vita condivisa. L’incertezza e la diffidenza sono state trasformate non tanto da discorsi teorici sul valore della diversità, ma semplicemente giocando, mangiando e dormendo insieme. Questa è la magia della colonia: delle vite molto diverse, lontane nella vita di tutti i giorni, si sono incontrate accorgendosi che è possibile vivere insieme. Le differenze restano, la lontananza no.
Siamo partiti sabato scorso per un viaggio con una meta sconosciuta, e ci siamo accorti come diceva Proust che "il solo vero viaggio, il solo bagno di giovinezza, non sarebbe quello di andare verso nuovi paesaggi, ma di avere occhi diversi, di vedere l'universo con gli occhi di un altro, di cento altri, di vedere i cento universi che ciascuno di essi vede, che ciascuno di essi è".

Questo è il viaggio in colonia.

E anche questa è una grande bellezza.


PS. https://photos.app.goo.gl/zgyHdFFzAJTw1yxq8 

mercoledì 1 agosto 2018

Canicola, primo di agosto e popcorn


La giornata è iniziata con il canto “tanti auguri a te, tanti auguri cara Svizzera”, e poi con il Salmo svizzero.




Abbiamo trascorso la mattinata in due nuovi laboratori: uno sulla robotica e uno sul cervello.
Nel primo i bambini hanno provato a raccontare una storia (ovviamente quella di Guglielmo Tell) in versione tecnologica. Prima hanno costruito la scenografia e i costumi, e poi hanno programmato i piccolo robot per compiere i movimenti necessari per lo svolgimento della storia.











I bambini e le bambine hanno lavorato benissimo e il risultato era anche bello da guardare.

Nell'altro laboratorio abbiamo stimolato i sensi con tante piccole sfide e ci siamo accorti che i bambini sono molto bravi a svolgere le diverse sfide. Nel primo gioco bisognava indovinare 14 odori diversi. Li hanno indovinati tutti a parte due! E non erano facili: chiodi di garofano, lavanda, basilico, odore di affumicato, noce di cocco, pepe nero ecc. Abbiamo anche giocato con la memoria, per vedere quanti oggetti si riuscivano a memorizzare in pochi secondi. Ci siamo quindi dati una piccola scossa per capire l’utilità del dolore e modificato la percezione visiva con degli occhiali per capire come il nostro cervello percepisce l’ambiente circostante.










Abbiamo poi saputo che  il Gruppo Operativo Salute e Ambiente (GOSA) del Dipartimento della sanità e della socialità ha invitato la popolazione a proteggersi durante questo periodo di canicola estrema. Abbiamo così ripetuto il giocone acqua, spruzzi e sapone sul prato. L’entusiasmo dei piccoli (ma forse anche e soprattutto dei grandi) era evidente!
È poi finalmente arrivato un timido temporale, ne abbiamo approfittato per decorare delle magliette.








Durante la serata un Luna Park si istallato in colonia. È stata l’occasione per festeggiare il nostro primo di agosto.

















Oggi abbiamo avuto anche due visite: Giona (ex animatore della vacanza scientifica) e Carlotta si fermeranno qualche giorno con noi.

È stata una giornata intensa e bella. Non si poteva vivere di più!